CF chiede 1,7 miliardi di franchi per esercito
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Dopo aver preso atto della partenza del comandante dell'esercito, Thomas Süssli (fine 2025), e del capo dell'intelligence, Christian Dussey (fine marzo 2026), il Consiglio federale ha approvato il messaggio sull'esercito 2025 per un valore di 1,7 miliardi di franchi.
(Keystone-ATS) Le uscite corrispondenti saranno iscritte nel budget ordinario dell’esercito e sottoposte ogni anno, per approvazione, al Parlamento nell’ambito dei preventivi. Si orientano all’obiettivo del Parlamento di aumentare le uscite per l’esercito fino a raggiungere l’1% del PIL entro il 2032.
Ferma condanna
Per quanto attiene ai due dimissionari, il governo non fa che ribadire una notizia diffusa ieri in anteprima dalla Neue Zürcher Zeitung, e poi confermata dalla presidente della Commissione della politica di sicurezza del Nazionale, Priska Seiler-Graf (PS/ZH), a Keystone-ATS.
A causa di queste indiscrezioni, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha inoltrato denuncia penale, ha affermato oggi davanti ai media il portavoce dell’esecutivo, Andrea Arcidiacono, aggiungendo che l’esecutivo condanna con fermezza simili fughe di notizie che nuocciono agli interessi del Paese e impediscono la libera formazione dell’opinione pubblica.
Non è colpa dei media
Considerazioni fatte proprie anche dalla “ministra” della difesa, Viola Amherd, che ha voluto però precisare di non avercela con i media, bensì con chi ha dall’interno dell’amministrazione ha permesso tale indiscrezione, appena un’ora dopo che i suoi servizi avevano distribuito i comunicati stampa ai vari dipartimenti. Si tratta, a suo avviso, di una crassa violazione del segreto d’ufficio che danneggia il principio di collegialità e pregiudica la serietà del lavoro in seno al governo. L’esecutivo federale e i collaboratori di Süssli e Dussey, anche quelli più stretti, hanno appreso insomma dai media delle dimissioni, ha deplorato Amherd.
Quanto al fatto che il governo sarebbe stato informato in ritardo, Amherd ha precisato di aver ricevuto le dimissioni il 20 (Süssli) e il 30 gennaio (Dussey). Durante le ultime settimane, oltre ad aver condotto discussioni con entrambe, si è tenuta la Conferenza di Monaco sulla sicurezza e sono stati completati alcuni importanti lavori, si è giustificata Amherd.
Passaggio consegne ordinato
Queste dimissioni non sono state nemmeno un fulmine a ciel sereno, ha voluto precisare la responsabile del DDPS. Süssli è in carica dal 2020 e lascerà il suo posto a fine anno dopo un periodo trascorso alla guida dell’esercito in linea con quello dei suoi predecessori, ha sottolineato Amherd.
Assieme abbiamo pensato che fosse meglio lasciare prima dell’elezione del mio successore, ha aggiunto la vallesana, affinché quest’ultimo abbia le mani libere per scegliere un sostituto. Andarsene dopo l’elezione avrebbe potuto fare sorgere il sospetto che non fosse d’accordo col nuovo responsabile del DDPS, ha spiegato la consigliera federale. Ciò vale anche per Dussey (entrato in carica nel 2022).
Grandi sfide
Sia quest’ultimo che Süssli rimarranno al loro posto ancora per un po’ onde consentire un passaggio ordinato di consegne, ha dichiarato la consigliera federale del Centro.
Dalla loro nomina, entrambi hanno dovuto affrontare grandi sfide, come la pandemia e la guerra in Ucraina, riorganizzando l’esercito e il servizio d’informazione per adeguarlo al peggioramento della situazione a livello di sicurezza e alle nuove forme di guerra ibrida.
Missione compiuta, ma anche grandi attese
Sia Süssli che Dussey hanno negato di aver lasciato a causa dei problemi interni al DDPS o al servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Süssli ha affermato di lasciare dopo aver portato portato la termine la sua missione.
Stesso discorso per Dussey, anche se ci vorrà più tempo per vedere i risultati della riorganizzazione ha detto, precisando di capire la frustrazione del personale, specie quando i mezzi tecnici e umani non bastano per portare a termine tutte le operazioni che si vorrebbero fare. All’estero, i servizi di intelligence stanno crescendo ad un ritmo ben più veloce del nostro, ha puntualizzato.
Dussey ha parlato di un certa fatica e della forte pressione cui deve sottostare per far fronte a tutte le richieste (“esplose”), in particolare dai Cantoni, specie nel contrasto all’estremismo. Un anno in un posto come il mio conta doppio in caso di guerra, ha detto Dussey facendo riferimento a scambi in merito con colleghi esteri. Si può quindi dire, ha aggiunto, che sono rimasto a capo del SIC per sei anni.
Artiglieria
Per quanto attiene al messaggio 2025 sull’esercito, ha affermato Amherd, il credito d’impegno chiesto dall’esecutivo prevede circa 1,5 miliardi per investimenti in armamenti e altri 185 milioni per progetti immobiliari del DDPS. Inoltre, l’esecutivo sottopone di nuovo alle Camere federali il decreto riguardante la messa fuori servizio degli aerei da combattimento F-5 Tiger.
Per Amherd, benché il pericolo di un attacco diretto al nostro paese sia basso, la situazione internazionale, a causa della guerra in Ucraina, ci ha obbligati a rafforzare la nostra capacità di difesa. Per migliorare l’efficacia contro obiettivi al suolo, intendiamo acquistare un nuovo sistema d’artiglieria su ruote per 850 milioni di franchi, ha aggiunto.
Si tratta del sistema AGM Artillery Gun Module – 32 pezzi – della ditta KNDS Deutschland con il Piranha IV come piattaforma portante che sostituirà l’obice blindato M-109 e raggiungerà una distanza d’efficacia di 50 chilometri, ha precisato la vallesana.
Carri armati, interconnessione, droni
Altri 255 milioni sono pensati per lavori di manutenzione sui carri armati impiegati nella flotta di Leopard-2 e altri 35 milioni sono destinati ai carri armati di recupero 01. La capacità di condotta e l’interconnessione delle truppe verrà migliorata: in primo luogo, verrà ampliata l’infrastruttura informatica presso la truppa (110 milioni) e verrà introdotto un software per uno scambio di dati e informazioni rapido, sicuro e standardizzato (72 milioni).
L’ambiente di test e d’integrazione della piazza d’armi di Dübendorf (ZH) sarà disattivato e smontato e ripristinato sulla piazza d’armi di Frauenfeld (30 milioni). In quarto luogo, le procedure di cifratura verranno ridotte e armonizzate (50 milioni). Verranno anche potenziate le capacità della rete informativa integrata e dei sensori, mentre dei radar passivi supplementari completeranno il quadro della situazione aerea (80 milioni). I mini droni migliorano l’esplorazione tattica nell’area vicina al suolo, ragione per cui altre formazioni verranno dotate con questi mezzi (30 milioni).
Centro medico al Ceneri
Con il Programma degli immobili del DDPS 2025, sollecitiamo crediti d’impegno per 185 milioni, ha illustrato Amherd. Sulla piazza d’armi Monteceneri verrà realizzato un nuovo centro medico regionale allo scopo di concentrarvi l’assistenza medica stazionaria nella Svizzera italiana in una anziché in tre sedi come avvenuto finora (21 milioni), ha puntualizzato la responsabile del DDPS.
Per 24 milioni sulla piazza d’armi di Chamblon (VD) è inoltre prevista la realizzazione di un alloggio mobile e modulare per la truppa allo scopo di aumentare la capacità in termini di spazio. In caso di necessità questo alloggio può essere smantellato e ricostruito in un altro luogo.
Infine dovranno essere realizzati numerosi progetti immobiliari di portata minore, tra i quali rientrano ampliamenti o misure di mantenimento del valore delle infrastrutture esistenti (140 milioni).
Tiger, è ora di andare in pensione
Oltre a tutto ciò, il Consiglio federale propone nuovamente la messa fuori servizio completa della flotta di F-5 Tiger dopo il “no” del parlamento del 2022. L’attività di volo della flotta dovrà cessare al più tardi entro la fine del 2027. Mantenerla operativa ci costa 44 milioni di franchi, ha sottolineato Amherd.
La Patrouille Suisse dovrebbe quindi perdere i suoi attuali aerei. Il DDPS sta valutando se la squadriglia acrobatica potrà proseguire la sua attività con un altro modello di aereo più economico e che comporti minori emissioni.