Joan Miró: Litografia per il manifesto dell'esposizione «Miró: opera incisa e litografata», alla Galleria Gérald Cramer, Ginevra, 1969
(Cabinet d’arts graphiques des MAH, deposito della Fondazione Gérald Cramer, Ginevra)
Cabinet d’arts graphiques des MAH, dépôt de la Fondation Gérald Cramer, Genève
Il Museo d’arte e di storia di Ginevra dedica una mostra al gallerista ed editore di libri d’arte Gérald Cramer, nato cento anni fa. Un’esposizione che fa luce su questo mestiere, spesso relegato nell’ombra, e racconta il rapporto di complicità tra Cramer e artisti come Paul Eluard, Pablo Picasso, Joan Miró, Marc Chagall o Henry Moore.
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La strada era praticamente spianata per il giovane Gérald Cramer. Cresciuto in una famiglia patrizia di Ginevra, fin da giovane è immerso in un ambiente composto quasi esclusivamente di banchieri.
“Durante la guerra è stato arruolato nell’esercito e si è ammalato di tubercolosi. Al sanatorio di Leysin, nelle Alpi vodesi, ha incontrato Giovanni Rodio, un libraio zurighese appassionato di libri illustrati, e gli ha proposto di lavorare assieme una volta guarito”, racconta il figlio Patrick Cramer, anch’egli gallerista ed editore.
Forte di questa esperienza professionale, Gérald Cramer trova subito un nuovo sbocco una volta rientrato a Ginevra. “Ha conosciuto Paul Eluard che gli ha presentato Picasso. E poco a poco è diventato amico dei più grandi artisti del suo tempo”.
Nel 1947, Gérald Cramer propone al poeta francese Paul Eluard di realizzare un libro illustrato con un suo poema, “A toute épreuve”. Per le immagini, Eluard pensa al pittore Joan Mirò, che accetta con entusiasmo. Il libro esce nel 1958 e riscontra un successo immenso.
“Era una forma di artigianato. Il libro è stato stampato in 140 esemplari numerati. Ma per farlo sono stati necessari 42’000 passaggi in stampa e oltre dieci anni. Il tempo allora non contava. L’obiettivo era quello di avere un oggetto perfetto. E questo poteva essere un po’ stancante per noi, la sua famiglia”.
Patrick Cramer ha ripreso la torcia che ha illuminato il padre fino alla morte, nel 1991. “Ho 65 anni e sono contento di non averne 45. Vedo male il futuro delle gallerie d’arte. Le case d’asta hanno fatto di tutto per accaparrarsi l’intero mercato e indebolire le gallerie. Non solo hanno le migliori opere, ma conoscono tutti i clienti e offrono prezzi più attrattivi agli artisti”.
Per quanto riguarda l’idea secondo cui Ginevra sarebbe una piazza in termini di arti visive, Patrick Cramer non ha dubbi: “Ginevra non è mai stata una città d’arte e non lo sarà sicuramente mai. Ma ha senza dubbio altre qualità”.
«Gérald Cramer e i suoi artisti: Chagall, Miró, Moore», CabinetCollegamento esterno des arts graphiques, Ginevra, fino al 29 gennaio 2017.
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