Davanti all'Hotel de Paris, Monte Carlo
Rene Burri / Magnum Photos
Guglielmo Tell, Svizzera
Rene Burri / Magnum Photos
Mosca, ai tempi dell'ex Unione sovietica, 1988
Rene Burri / Magnum Photos
Hotel Marika, Beirut, Libano, 1991
Rene Burri / Magnum Photos
Vecchia base di lancio, Cape Canaveral, Florida, Stati Uniti
Rene Burri / Magnum Photos
Hotel Peace, Shanghai, Cina, 1989
Rene Burri / Magnum Photos
Carnevale, Rio de Janeiro, Brasile
Rene Burri / Magnum Photos
Juf, il più alto comune d'Europa, Grigioni, Svizzera
Chicago, Illinois, Stati Uniti, 1981
Rene Burri / Magnum Photos
Matrimonio ebraico, Brooklyn, Stati Uniti
Rene Burri / Magnum Photos
Ristorante Kronenhalle, Zurigo, Svizzera, 1985
Rene Burri / Magnum Photos
L'Avana, Cuba, 1987
Rene Burri / Magnum Photos
Varsavia, Polonia
Rene Burri / Magnum Photos
Pechino, Cina
Rene Burri / Magnum Photos
«Non avrei mai pensato di diventare un fotografo». La frase è dello svizzero René Burri, tra i più noti fotografi viventi, che questa settimana festeggia 80 anni. Per l’occasione è stato pubblicato un libro speciale.
Questo contenuto è stato pubblicato al
Dopo gli studi alla Scuola di arti applicate di Zurigo, René Burri (nato a Zurigo il 9 aprile 1933) inizia la carriera professionale come realizzatore di film documentari. La sua vita prende una svolta quando il fotografo svizzero Werner Bischof gli fa scoprire il prestigioso lavoro dell’agenzia Magnum. Poco tempo dopo essere entrato a far parte della Magnum, René Burri pubblica il suo primo reportage sulla rivista “Life”.
Durante gli anni Cinquanta, René Burri collabora con il mensile culturale “Du”. Viaggia in Europa, in Medio Oriente e in America latina, dove realizza una serie sui “gauchos” argentini. Fotografa inoltre artisti quali Picasso, Giacometti e Le Corbusier.
Nel 1962 pubblica il libro “I tedeschi”. Un anno dopo si reca a Cuba, dove ritrae Che Guevara mentre fuma il sigaro, in quella che è diventata una delle fotografie più emblematiche del XX secolo.
La pubblicazione “René Burri. Impossible Reminiscences” (Reminiscenze impossibili) coincide con il suo 80. compleanno. Sebbene sia diventato famoso soprattutto per le sue immagini in bianco e nero, René Burri ha utilizzato pellicole a colori sin dagli inizi. Il libro raccoglie fotografie a colori in gran parte inedite.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.
Per saperne di più
Altri sviluppi
Onorato lo sguardo lucido sulla storia di Burri
Questo contenuto è stato pubblicato al
«Una volta un amico mi ha detto: ‘Sai, in fondo sei un fotografo discreto, ma hai fatto troppo’», racconta René Burri a swissinfo.ch. «E aveva ragione! Il tempo che mi rimane lo devo dedicare quasi esclusivamente a mettere in ordine le mie immagini». Burri racconta che la sua curiosità era insaziabile. Appena succedeva qualcosa, si sentiva attratto…
Questo contenuto è stato pubblicato al
A las cinco de la tarde. È un verso che torna puntuale, inesorabile, imperterrito, doloroso, come i precisi rintocchi di una campana che non lascia scampo. A las cinco de la tarde, alle cinque della sera: il poeta andaluso Federico Garcia Lorca l’ha scritto una trentina di volte nel suo Lamento per Ignacio Sanchéz Mejías,…
Questo contenuto è stato pubblicato al
Quest’opera, ancora in corso, non vuole solo proseguire il lavoro di Burri, ma anche proporre uno sguardo su una Svizzera, in cui vivono sempre più cittadini tedeschi. (Foto di Andreas Herzau)
Questo contenuto è stato pubblicato al
Burri entra a far parte dell’agenzia Magnum nel 1959. In quel periodo inizia il suo lavoro sulla Germania, che pubblicherà nel libro “I tedeschi” nel 1962. «Quando si riesce a captare la vibrazione di ciò che è vivo – diceva René Burri – allora si può parlare di una buona fotografia».
Questo contenuto è stato pubblicato al
A distanza di 54 anni, il fotografo svizzero Marco D’Anna ha ripercorso le stesse piste del celebre René Burri, alla scoperta dei misteri della corrida spagnola. Dall’incontro tra i due sono nati una mostra e un cortometraggio presentato durante il 64esimo Festival del film di Locarno.
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.