Dai giovani il più forte affondo dell’iniziativa “No Billag”
La più grande sorpresa emersa dall'esame dello scrutinio sull'iniziativa popolare "Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo", del 4 marzo scorso è il dato sul voto giovanile. I votanti tra i 18 e i 29 anni sono infatti stati la fascia di età che ha bocciato più massicciamente il testo promosso da giovani politici di destra.
La proporzione di no all’iniziativa “No Billag” tra i votanti dai 18 ai 29 anni è stata di circa l’80%, ha rivelato il sondaggio VOTOCollegamento esterno. La fascia di età con la quota più bassa di opposizioni è invece stata quella dai 40 ai 49 anni, con circa il 60% di no. Complessivamente l’iniziativa il 4 marzo è stata respinta con dal 71,6% dei votanti.
Senza sorpresa, invece, la fascia dai 18 ai 29 anni è risultata ancora una volta quella con il più basso tasso di partecipazione, nonostante il fatto che l’iniziativa per la soppressione del canone radiotelevisivo fosse molto tematizzata tra i giovani: il 35%, contro un afflusso complessivo pari al 55% dell’elettorato.
Realizzata dai centri di ricerca FORS, ZDA e dall’istituto di sondaggi LINK, l’inchiesta è basta su campione rappresentativo di 1531 votanti. Da essa è tra l’altro risultato che le motivazioni dominanti per il no alla proposta di abolire il canone radio-tv sono state il desiderio di mantenere un servizio pubblico forte in tutto il Paese (ragione principale per il 43% di coloro che hanno votato contro l’iniziativa) così come anche la valutazione positiva della Società svizzera di radiotelevisione (SSR, di cui fa parte anche swissinfo.ch) e delle sue prestazioni (citata dal 26%).
Giovani meno critici verso la SSR
Il 36% di coloro che si sono invece espressi a favore di “No Billag” ha dichiarato che determinante per la propria decisione è stato il prezzo del canone. Inoltre un quarto ha anche criticato la SSR e i suoi programmi citandoli quale ragione del “sì” all’iniziativa. La libertà di consumo dei mezzi di comunicazione e l’esenzione dalle tasse sono state le argomentazioni principali per il 17% dei favorevoli al testo.
Nonostante la netta bocciatura dell’iniziativa, una maggioranza del 58% ritiene che la SSR sia diventata troppo grande e debba ridurre la sua offerta. Anche qui c’è però un dato sorprendente. Questa argomentazione è infatti condivisa soltanto da una minoranza (42%) dei giovani tra i 18 e i 29 anni, contro i dei due terzi degli anziani.
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