Campo di quarantena per svizzeri all'estero rimpatriati, Neuchâtel, 1945.
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Campo di lavoro per giovani svizzeri dell'estero, Zernez (Grigioni), 1943.
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Campo per giovani svizzeri dell'estero, Turtmanntal (Vallese), dove sono impiegati per la costruzione di nuovi sentieri, 1944.
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Arrivo di svizzeri dell'estero, Costanza, 1945.
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Campo per giovani svizzeri dell'estero, Turtmanntal (Vallese), dove costruiscono nuovi sentieri, 1944.
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Baracche per la quarantena di svizzeri dell'estero rimpatriati durante la Seconda Guerra mondiale, 1945.
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Arrivo alla stazione centrale di svizzeri dell'estero durante la Seconda Guerra mondiale, 1939.
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Suonatori di corni delle Alpi al Congresso annuale degli svizzeri all'estero, durante la festa al praticello del Grütli, 1957.
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Svizzeri del Canada all'arrivo all'aeroporto di Zurigo-Kloten, 1964.
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Congresso annuale degli svizzeri all'estero, Berna, 1966.
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Rimpatrio di figli di svizzeri del Congo, 1961.
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Gli espatriati svizzeri che sono rimpatriati non sono stati sempre bene accolti. Una selezione di immagini storiche dell'archivio fotografico dell'editore Ringier lo testimonia.
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Durante la Seconda Guerra mondiale furono allestiti campi per svizzeri dell’estero, nullatenenti, tornati in patria, che vennero impiegati in funzione delle necessità del mercato del lavoro teso. Dapprima, però, passavano fino a tre settimane nei cosiddetti campi di quarantena, che erano la norma nelle regole sanitarie di frontiera per chi arrivava dall’estero in quel periodo.
È pure in tempi difficili – nel 1916, nel mezzo della Prima Guerra mondiale – che fu istituita l’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE). Oggi rappresenta gli interessi degli oltre 700mila cittadini elvetici risiedono all’estero.
Il fondo fotografico è gestito dall’Archivio cantonale di Argovia.
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